La teologia giuridica di Jean Domat

Abstract

L’opera giuridica di Jean Domat si ispira agli orientamenti religiosi del giansenismo. Domat sostiene le posizioni del gruppo di Port Royal e del filosofo Blaise Pascal nella battaglia contro i gesuiti. Nella teoria generale delle norme, nei cinque libri delle Lois civiles dans leur ordre naturel, egli propone una sistemazione del diritto privato vigente in Francia durante gli ultimi decenni del Seicento. Nel Droit Public si occupa dell’organizzazione politica. Il diritto romano della tradizione e il punto di partenza del suo lavoro teorico. L’immagine della ‘societa civile’ delineata nei suoi scritti ha un fondamento teologico. Gli obblighi che reggono la vita collettiva corrispondono al disegno divino. Dalla volonta di Dio derivano la composizione degli egoismi, l’uguaglianza naturale che regge i contratti e le differenziazioni tra gli status personali. Le forme moderne dello scambio coesistono con i residui feudali della subordinazione ed egli illustra le forme giuridiche di questo intreccio, distinguendo le lois immuables dalle leggi arbitrarie. L’idea che la scienza giuridica debba avere una base indiscutibile, una componente dogmatica, centrale nelle pagine di Domat, tornerà più volte nella cultura europea dei secoli successivi. Sara alla base delle dottrine civilistiche contemporanee.

 


 

Jean Domats’ legal work is inspired by the religious orientations of Jansenism. Domat supported the positions of the group of Port Royal and of the philosopher Blaise Pascal in the battle against the Jesuits. In the general theory of norms, in the five books of Lois civiles dans leur ordre naturel, he proposes an arrangement of private law in force in France during the last decades of the seventeenth century. In Droit Public he deals with political organization. The Roman law of tradition is the starting point of his theoretical work. The image of ‘civil society’ outlined in his writings has a theological foundation. The obligations that govern collective life correspond to the divine plan. From God’s will derive the composition of selfishness, the natural equality that governs contracts and the differentiations between personal statuses. Modern forms of exchange coexist with feudal remnants of subordination, and he illustrates the legal forms of this interweaving, distinguishing lois immuables from arbitrary laws. The idea that legal science must have an unquestionable basis, a dogmatic component, central to the pages of Domat, will return several times in the European culture of later centuries. It will be the basis of contemporary civil law doctrines.