Et isto me heredem fecit. La consegna dell’anello nel contesto della successione romana

Abstract

Secondo la tradizionale visione romana, lo stretto rapporto tra testatore ed erede obbliga quest’ultimo a soddisfare diverse aspettative. Gli obblighi generali che derivano da principi come la fides e la pietas sono rafforzati dal rapporto speciale delle due parti e dai doveri che ne derivano. Col tempo i doveri amplificati dell’erede hanno in parte influenzato la legge. L’erede resta responsabile nei confronti del defunto testatore perché la carica di successore spetta di diritto a chi lo merita e che successivamente deve dimostrarsene degno. L’instaurazione del suddetto rapporto si manifesta nella consegna dell’anello sul letto di morte. Ciò, di per sé, non fa un erede del destinatario; piuttosto, tale atto simboleggia l’ambivalenza dell’eredità secondo la mentalità preclassica. Così l’anello rappresenta potere e impegno, autorità e obbligo allo stesso tempo.

 


 

According to traditional Roman views, the close relationship between testator and heir obliges the latter to fulfil various expectations. The general obligations which arise from principles such as fides and pietas are reinforced by the two parties’ special relationship and resulting duties. In time the heir’s amplified duties partly influenced the law. The heir remains liable to the deceased testator because the position of successor goes rightfully to whoever deserves it and who subsequently must prove himself worthy. The establishment of the aforementioned relationship manifests itself in the handover of the ring on the deathbed. It does not make an heir of the recipient; instead, it uniquely symbolises the ambivalence of inheritance according to the pre-classical mindset. Thus, the ring stands for power and commitment at the same time, for authority and obligation alike.

 

Data ricezione submission: 3.8.2020

Data accettazione submission: 16.11.2020