Deformità o illegittimità? Alcune considerazioni sul νόμος licurgico relativo all’ἀγεννὲς καὶ ἄμορφον (Plut. Lyc. 16.1-2)
Pubblicato 11-10-2023
Parole chiave
- Sparta, Licurgo, Plutarco, filiazione, deformità
Come citare

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Abstract
In un noto e problematico passo della Vita di Licurgo, Plutarco riporta la notizia per cui, a Sparta, erano gli anziani della tribù (e non già il padre, come di regola capitava altrove) a decidere delle sorti dei neonati, e a decretare la morte (non e chiaro se in modo diretto, per precipitazione, ovvero indiretto, per esposizione) degli infanti deformi. La dottrina moderna ha a lungo discusso circa l’attendibilità della notizia (non testimoniata da alcun altro autore antico), e sul suo effettivo contenuto. In un riesame complessivo del passo plutarcheo, e in un’analisi di alcuni dei suoi elementi lessicali e strutturali, questo contributo si propone di dimostrare che oggetto dello scrutinio dei πρεσβύτατοι erano non già infanti, ma più verosimilmente i bambini (παιδάρια, dice Plutarco) che si apprestavano a iniziare la ἀγωγή, e che il principale elemento che determinava un giudizio di rigetto era la legittimità di filiazione (significata nel passo plutarcheo dalla coppia aggettivale ἀγεννὲς καὶ ἄμορφον).